In Polonia il Natale, in polacco “Boże Narodzenie”, è la festa più bella e più sentita.

Possiamo dire che presenti due aspetti. Quello commerciale che ormai caratterizza questa ricorrenza in tutto il mondo. E l’altro, che per fortuna non sembra svanire, è invece il legame con la tradizione.
Non c’è bisogno di ricordare che in Polonia le dimensioni dei Mercatini di Natale nelle città crescono in maniera impressionante (vai all’articolo Mercatini di Natale a Breslavia). Le decorazioni dei centri storici e dei centri commerciali non hanno niente da invidiare a quelli di altre città europee. Fare la spesa, cercare regali o semplicemente visitare i negozi nel periodo pre-Natalizio è un vero incubo. Fin qui, dunque, niente di nuovo… Tuttavia c’è anche la tradizione. E di quella parleremo. Le usanze polacche sono molto particolari ed ognuna ha origini e motivazioni ben precise.

 

24 dicembre

La vigilia di Natale è senza dubbio il giorno più importante per i polacchi. La giornata inizia molto presto e i ruoli sono già definiti: le donne si mettono in cucina a preparare i piatti, gli uomini solo soliti decorare l’albero di natale, anche in Polonia irrinunciabile simbolo del Natale, mentre i bambini hanno il compito di non disturbare i propri genitori all’opera.

Ci sono delle regole che scandiscono anche i tempi. La cena della vigilia può cominciare solo quando in cielo appare la prima stella. E’ compito dei più piccoli scrutare l’orizzonte in attesa di vedere l’arrivo della stella. La saggia domanda di mio marito, che all’inizio era inesperto e incuriosito dalle usanze, è stata “e se il cielo è nuvoloso, non si mangia?” 🙂 Certo che si mangia! A che ora si inizia, dipende dalle usanze familiari. In alcune case si inizia alle 16… Ma di solito la cena comincia alle 18/19.

Perché si aspetta che brilli la stella?  Il riferimento è alla celebre Stella cometa di Betlemme che guidò i tre Magi fino a Gesù. La stella è in qualche modo un simbolo della nascita di Gesù e la sua apparizione è una specie di segnale per sedersi al tavolo. La regola vuole che si rimanga a digiuno per almeno 24 ore. In pochi riescono a rispettare questa regola ma quasi tutti cercano di digiunare almeno dalla mattina.

 
Tavola nella Vigilia di Natale
 

Come si svolge la cena? Prima di tutto non vi dovrete stupite se troverete una sedia e un piatto in più rispetto al numero degli ospiti. Questa è un’altra bellissima tradizione polacca, che ha origine da una duplice motivazione. Da una parte richiama allo spirito di ospitalità che deve contraddistinguere il Natale per cui nessuno in questo importantissimo giorno deve stare da solo, perciò, se all’ultimo momento un parente, un vicino o anche un semplice passante si vuole sedere insieme a noi, deve esserci un posto pronto ad attenderlo. Dall’altra richiama ai legami familiari. In base ad essa gli spiriti dei cari defunti dovrebbero avere un posto nel tavolo natalizio della propria famiglia.

Sotto la tovaglia si deve poi trovare un po’ di paglia. Questo è un chiaro riferimento al posto in cui nacque Gesù. La bibbia narra infatti che il bambino fu disposto in una mangiatoia. Prima di iniziare il pasto tutti si scambiano gli auguri, tenendo in mano un pezzo di cialda di pane bianco, decorata con immagini natalizie e benedetta. Si tratta del cosiddetto oplatek. Facendosi gli auguri ci si scambia l’oplatek che poi viene mangiato dai commensali. “Wesołych Świąt!” è il modo per dire Buon Natale!

La vigilia di Natale i piatti devono essere rigorosamente dodici, ossia uno per ciascuno dei mesi dell’anno. Secondo la tradizione bisogna assaggiarli tutti per essere accompagnati dalla fortuna nel nuovo anno alle porte. E’ naturalmente bandita la carne nel rispetto del precetto cattolico per i giorni di vigilia.

La cena inizia con i piatti caldi, le zuppe. In alcune case si mangia il barszcz (zuppa fatta di barbabietole) a volte servita con uszka z grzybami (una sorta di tortellini con funghi), altre con krokiet (crepes a forma di involtini riempite di krauti o funghi). In altre case si mangia la zupa grzybowa (zuppa di funghi secchi).
 
Barszcz
 
Quindi si va avanti con altri piatti caldi, e ovviamente non può mancare il pesce. Di solito si mangia karp (carpa), pesce molto diffuso nei laghi polacchi e piuttosto economico. Tuttavia, poiché questo pesce non piace necessariamente a tutti per via del suo sapore particolare e spesso è scomodo da mangiare perché pieno di lische, viene sostituito con orata, salmone, tonno o altri tipi di pesce. La carpa viene preparata in padella, oppure servita fredda in gelatina. Altro pesce che non può mancare sulle tavole polacche è lo śledz (aringa), poco apprezzato in Italia ma molto amato in Polonia, dove viene preparato in mille modi diversi! E’ preparata con panna acida, cipolle, pomodori, mostarda, mele o uva sultanina (probabilmente l’abbinamento migliore). Esiste anche la ricetta dell’aringa “all’italiana”, con pomodori secchi e rucola. Le variazioni non hanno fine. Ovviamente viene servita fredda.

Se queste tipiche pietanze polacche vi spaventano, non vi preoccupate, se invitati a una cena polacca non morirete di fame.  Perché non possono mancare i pierogi (una specie di panzerotti con vari ripieni). Questo piatto piace a tutti, provare per credere! È ovvio che per l’occasione saranno senza carne, quelli più diffusi sono farciti con patate e un formaggio simile a alla ricotta, con crauti e funghi e più raramente con grano saraceno. Altri piatti sono la salatka jarzynowa (insalata russa), la kapusta z grochem (crauti con piselli secchi), le lazanki z kapusta i grzybami (pasta con crauti e funghi). I piatti vengono accompagnati con il kompot, una bevanda dolce realizzata con frutta secca. Per quanto riguarda i dolci il vero re è il makowiec (rotolo ai semi di papavero). Assaggiatelo, ne vale la pena, anche perché secondo la tradizione polacca i semi di papavero portano soldi! Un altro dolce molto diffuso è la kutia. E’ molto particolare, contiene grano cotto, semi di papavero, noci, uva sultanina, miele, in alcuni casi anche panna. Attenzione è super calorico!

Al di là dei tanti piatti, la tradizione dice che sulle tavole polacche non possono mancare pesce, semi di papavero, funghi, miele, noci. Tutto ciò porta fortuna, felicità, forza, amore…

Dopo la cena arriva il momento tanto atteso soprattutto dai bambini: lo scambio dei regali. E’ una tradizione di tutto il mondo. In Polonia essa richiama ai doni ricevuti da Gesù bambino da parte dei Re Magi.

KolędnicyInfine una curiosa usanza presente soprattutto nelle campagne, è quella dei “kolędnicy”. Si tratta di un gruppo di persone di varie età, spesso vestite da personaggi biblici, quali i tre Magi, angeli, re Erode, che bussano nelle case e chiedono di esibirsi. Essi recitano, cantano e alla fine come premio attendono una mancia in denaro ed anche dolcetti se nel gruppo ci sono bambini. E’ una tradizione molto antica ma sempre meno diffusa.

Prima della mezzanotte le strade polacche si riempiono di gente. In tanti si recano in chiesa per partecipare alla “Pasterka”. E’ la messa di mezzanotte, durante quale si cantano i canti natalizi. Il termine Pasterka deriva da “pasterz” che significa pastore. Questa celebrazione richiama l’attesa della nascita di Gesù e la preghiera dei pastori che si dirigono verso Betlemme.

Chi non va in chiesa e rimane a casa, attende comunque la mezzanotte per sentire parlare…i propri animali. Sì, perché nella tradizione polacca si dice che alla mezzanotte di Natale, gli animali parlino. A questo proposito, esiste un’altra bellissima usanza che ci ricorda che in questo importantissimo momento, cioè la nascita di Gesù, hanno partecipato anche gli animali.

In campagna, i contadini, dopo la cena portano un pezzo di oplatek anche ai loro animali. Secondo la tradizione questo li difende dalle malattie, dalla sfortuna e dai….lupi. L’oplatek si può dare anche agli animali domestici, quindi non stupitevi se nelle case polacche vedrete un cane o un gatto mangiare la cialda di pane benedetta.

Film natalizio

Accanto alle tradizioni più antiche, recentemente si sono affermate altre usanze. Una di queste può sembrare strana, ma è proprio vera! Da moltissimi anni, dopo la cena del 24 dicembre, viene trasmesso in TV il celebre film “Mamma ho perso l’aereo “. Se non lo si guarda, sembra che qualcosa manchi… E’ una moderna, ma molto viva tradizione “polacca”. Chiedete a qualche vostro amico in Polonia se immagina il natale senza Kevin …. 🙂

 
 
 

25 dicembre

Il Natale inizia con una ricca colazione, e sul tavolo si ripropongono alcuni piatti della sera prima, quindi insalata russa, pierogi, ma anche affettati e formaggi. A seguire molti polacchi escono per andare in Chiesa e partecipare alla Santa Messa. Al ritorno si è attesi dal pranzo che, sebbene ricco, non è così sentito come la cena della Vigilia. Spesso si fa visita ai familiari con cui non è stato possibile cenare la sera prima e si pranza con loro.

 
Albero di Natale
 

A tavola, dopo la pausa del giorno prima, spazio alla carne! Ce n’è di diversi tipi. Alcuni sono molto elaborati e spesso farciti con frutta. Tra i più diffusi l’arrosto di maiale con prugne o albicocca, il petto di tacchino con salsa di mirtilli rossi e l’arrosto di pancetta. Uno dei piatti più buoni è il pasztet, il paté. Un po’ diverso da quello italiano perché più duro e secco, è realizzato con diversi tipi di carne, tra cui quella di coniglio. Anche esso viene spesso accompagnato da una salsa dolce a base di frutta oppure il chrzan (radice di rafano grattugiata), un condimento molto molto piccante, che fa benissimo alle vie respiratorie, ed è un toccasana per la pulizia del naso 🙂 Generalmente la sera scorre tranquilla davanti alla tv guardando le classiche commedie polacche.

 

26 dicembre

Il giorno di Santo Stefano si prova a finire di mangiare tutte le cose preparate nei giorni precedenti e non terminate. Non aspettatevi nuovi piatti. Molti polacchi, dopo l’abbuffata della Vigilia e del Natale, iniziano a desiderare un piatto semplice e con poche calorie 🙂

Sarà proprio per questo motivo, che tutti ormai sazi, passeggiano per le strade sulle strade e se il tempo permette si portano dietro la slitta o i pattini per divertirsi sulla neve e sul ghiaccio. In molti piccoli centri purtroppo non esistono piste per pattinare, ma i bambini utilizzano i laghi o i fiumi ghiacciati.
KuligA questo proposito un’usanza assai diffusa è il “kulig”. E’ una sorta di catena di slitte, attaccate una all’altra e tirate da una macchina o un trattore. Una volta il kulig veniva trainato da cavalli ed ancora nelle montagne polacche persiste questa abitudine. E’ ovvio che il kulig sia possibile solo sulle strade di campagna o sulle strade sterrate dei boschi. E’ davvero molto divertente. Se avrete la possibilità di provarlo non vi sedete sull’ultima slitta: è quella più instabile… 🙂

 

Il Natale in Polonia è una festa bellissima, piena di tradizioni,alcune davvero particolari, generalmente vissuta in famiglia e spesso in una cornice fiabesca con neve, pupazzi ghiacciati, decorazioni luminose e colorate.

 
Strada di montagna innevata

Autore

Magda
Magda

Commenti

emilia
22 dicembre 2016
Pièknie napisane...z szacunkiem zyczè radosych swiàt...Emilia'.
Luisa
27 dicembre 2016
Niente neve a Breslavia purtroppo questo Natale :(

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