Mappa storica 1561

 

Origini del nome

Il nome Wroclaw è l’abbreviazione dei nomi slavi “Wrócisław”, “Wrócisław” o “Vratislaw”.

Secondo le fonti più autorevoli esso sarebbe riconducibile al Duca di Boemia, Vratislaus I, che nel X secolo fondò la città. In base ad altre teorie il nome potrebbe essere legato ad un antico duca della Slesia o ad un altro autorevole personaggio di nome Vratislav, storico governante della città.

Il nome della città nella versione latina Wrotizlava venne utilizzato per la prima volta nell’anno 1000 nel “Thietmari Merseburgensis episcopi Chronicon”, ossia la “Cronaca di Tietmaro di Merseburgo”. Dal 1175 per definire la città furono utilizzati i nomi Wrezlaw, Prezla e Breslaw, mentre nei documenti boemi in latino comparvero i nomi Wratislavia e Vratislavia. In tedesco la città fu all’inizio denominata Prezla, poi a metà del XIV secolo Preßlau. Nei secoli successivi si affermò definitivamente il nome Breslau.

 

Stemma

Stemma mosaico BreslaviaLo stemma risale al XVI secolo. Lo scudo è diviso in cinque campi. In senso orario, sul primo vediamo su fondo rosso un leone di colore bianco con una corona dorata, sul secondo, sullo sfondo oro, un’aquila nera con nastro bianco sul petto che simboleggia la dinastia dei Piast di Slesia, sul terzo, su fondo rosso, l’immagine di San Giovanni Evangelista poggiata su una corona rovesciata, sul quarto, in basso a sinistra, su fondo rosso, è impressa in nero una “W”, lettera iniziale del nome del leggendario fondatore del città, Wrocislaw. Infine, nel campo centrale di forma circolare, è rappresentata la testa tagliata del patrono della città, San Giovanni Battista.

 

Fondazione

Il notevole e rapido sviluppo di Breslavia è dipeso in gran parte dalla sua favorevole posizione. La città è cresciuta in una zona strategica, crocevia di importanti strade che conducono dall’Europa meridionale al nord, fino al Mar Baltico, e da ovest ad est. Il più antico documento che riguarda Breslavia e il suo territorio è l’antica mappa del II secolo di Claudio Tolomeo, in cui si fa menzione di un luogo chiamato Budorigum. Non vi è tuttavia certezza sul fatto che questa località corrisponda a Breslavia. C’è anzi un’ipotesi che ricollega Budorigum all’odierna Brzeg.

La città della Torri – 1736
La città della Torri – 1736

Secondo la tradizione la città è stata fondata dal duca di Boemia, Vratislav I, vissuto nel X secolo. Da lui deriverebbe il nome della città. I terreni del Duca passarono successivamente sotto il controllo della Boemia, del Regno di Polonia e della dinastia dei Piast. Importante fu l’anno 985 quando il principe Mieszko I costruì il primo borgo sull’Ostròw Tumski (la più antica parte di Breslavia).

Convenzionalmente la data di fondazione della città è considerata l’anno 1000 (Congresso di Gniezno), quando fu istituita la diocesi di Wroclaw. Ciò anche se vi è conpapevolezza che la città esistesse già da prima. In ogni caso, poco dopo venne costruita la prima cattedrale romanica.

 

Medioevo

Dopo la costituzione del Vescovado di Breslavia il borgo divenne uno dei più importanti centri della monarchia dei Piast, una specie di fortezza della Slesia contro le incursioni dei tedeschi. Fu così che il Castello di Wroclaw divenne una delle residenze dei principi.

Nel XI secolo, dopo una lunga rivolta che ebbe come bersaglio i cristiani, il Vescovo fu costretto a lasciare la città. Sono stati trovati i resti di un tempio pagano risalenti a quel periodo. La città crebbe progressivamente e il suo centro fu spostato da Ostròw Tumski alla zona che attualmente ospita l’Università.

Nell’anno 1241 la città fu distrutta per ordine di Enrico II il Pio, che, in preda al panico, decise di bruciarla per costringere i Tatari a ritirarsi. I cittadini si nascosero nel castello e sopravvissero grazie alle preghiere del priore domenicano Ceslao, recentemente dichiarato principale patrono della città.

Dal XIII al XVI sec. Breslavia visse un periodo di grande sviluppo: fu istituito il Consiglio comunale, furono adottati i Diritti di Magdeburgo e furono costruite le mura. Nel 1387 la città si arricchì del suo primo impianto idrico. Nel 1416 fu completata la costruzione della Cattedrale. Un curioso evento testimonia l’importanza che in quel tempo avevano per la città i redditi derivanti dal commercio: nel 1382 il vescovo di Wroclaw gettò una maledizione contro l’intera città quando i cittadini si opposero al clero che voleva vietare il monopolio comunale sulla birra. In quel periodo il crescente commercio tra la Polonia, la Germania e la Cechia attirò in città numerosi gruppi provenienti da diverse regioni. Giunsero così in città tedeschi, ebrei e fiamminghi.

Breslavia lentamente si diversificò etnicamente, culturalmente e linguisticamente e alla fine del XIV sec. contava già circa 20 mila residenti. Il 5 giugno 1443 la città fu colpita da un forte terremoto (un sisma di intensità superiore al 6° grado della scala Richter).

 

XVII-XVIII secolo

L’eta dell’oro di Breslavia si concluse con l’inizio della Guerra dei Trent’anni (1618-1648), durante la quale la città fu in gran parte distrutta. Lotte, marce dell’esercito ed epidemie causarono ingenti danni e il significativo spopolamento della città.

L’anno 1702 fu particolarmente importante in quanto venne fondata l’Università di Breslavia, inizialmente collegio dei Gesuiti istituito dall’Imperatore Leopoldo I. Nel XVII sec. i cittadini persero tutti i loro privilegi con l’acquisizione del territorio della Slesia da parte della Prussia.

 

Età contemporanea

Breslavia prima della II guerra mondiale

Durante le guerre napoleoniche Breslavia diventò un importante centro dell’azione anti-napoleonica alimentata dall’opposizione tedesca. Nel 1813 Federico Guglielmo III vi trasferì la sua residenza e proclamò il famoso manifesto per mobilitare la popolazione contro i francesi. Nel XIX secolo, rimuovendo le vecchie fortificazioni, la città si ampliò oltre i suoi vecchi confini, acquisì vaste aree della periferia e passò da una superficie di 3,55 Km quadrati ad una di 20,5 Km quadrati nel 1808.

Dopo la Prima guerra mondiale Breslavia divenne capitale della Bassa Slesia e fu interessata da un nuovo ampliamento. La popolazione cittadina crebbe ulteriormente e nel 1930 contava 600 mila abitanti. Nel frattempo però, a causa di numerose persecuzioni, il numero dei polacchi scese fino ad arrivare nel 1922 allo 0,5% della popolazione totale.

Rynek devastato dalla seconda guerra mondiale
Rynek devastato dalla seconda guerra mondiale

Durante la Seconda guerra mondiale Breslavia fu una base dell’esercito tedesco e anche un luogo di esilio di prigionieri polacchi e profughi provenienti da est e dalle città tedesche bombardate. La popolazione raggiunse così il milione di abitanti. La maggior parte dei cittadini, circa 700mila, furono tuttavia evacuati nel 1945 con l’avvicinarsi dell’Armata Rossa. La città, ormai stremata, si arrese pochi giorni prima della fine della guerra.

La Conferenza di Potsdam stabilì che Breslavia entrasse a far parte della Polonia, insieme a gran parte del Slesia. Molti polacchi che si stabilirono in città dopo la guerra provenivano dalle città ucraina di Leopoli e dalle città polacche di Cracovia e Varsavia.

Dopo la guerra si rese necessaria una notevole opera di ricostruzione. Il secondo conflitto bellico mondiale aveva infatti messo in ginocchio la città. Le perdite umane erano enormi e il 70% degli edifici risultava distrutto. Breslavia fu la seconda città in Polonia, dopo Varsavia, ad aver subito i maggiori danni. Si calcola che allora, a causa dei bombardamenti, circa 21 mila dei 30 mila immobili esistenti risultavano inutilizzabili. Non si salvò nessuno dei principali musei.

La risposta fu immediata: tre giorni dopo la sconfitta della Germania iniziarono i lavori di ricostruzione. Grazie all’enorme lavoro svolto nel corso dei decenni successivi la città è ritornata al suo splendore. Il suo attuale aspetto architettonico è un’armoniosa mescolanza di antico e moderno.

Tra gli eventi dei decenni seguenti, va sottolineato un fatto particolare accaduto nel 1963. A Breslavia si registrò infatti un’epidemia di peste nera portata dal colonnello Bonifacio Jedynak. Ben 2.000 persone furono isolate.

La rinascita urbanistica della città coincise anche con un forte risveglio culturale. A questo proposito vanno ricordate almeno due date. Nel 1966 ci fu l’inaugurazione del più famoso evento musicale, il “Wratislavia Cantans”. Nel 1985 fu, invece, esposto al pubblico, al termine di un lungo periodo di restauro, il celebre “Panorama Raclawicka”, un enorme dipinto che raffigura la scena della battaglia di Raclawice.

Alluvione 1997

Nel luglio del 1997 la città visse un nuovo dramma. Breslavia subì infatti una violenta alluvione, la più grande della sua storia. La cosiddetta “alluvione millenaria” recò ingenti danni. Solo grazie ad una eroica reazione dei cittadini, i principali monumenti, tra cui il Municipio e la Cattedrale, oltre a molte opere e documenti di inestimabile valore, furono messi in salvo.

 

 

Attualità

Dagli inizi del XXI sec. la città è stata interessata da una importante crescita economica e dopo l’ingresso della Polonia nell’Unione Europea, numerose aziende internazionali, marchi di prestigio, grandi multinazionali hanno aperto proprie sedi nel capoluogo della Slesia. Ciò ha naturalmente determinato un notevole incremento demografico, con l’immigrazione di polacchi da altre zone vicine, ma anche di stranieri provenienti soprattutto dal Sud Europa, e un conseguente sviluppo sociale, con l’aumento significativo del reddito pro capite.

La città, peraltro, ha ospitato importanti eventi e per rispondere alle esigenze che ne sono scaturite in termini di accoglienza e di viabilità, sono state realizzate nuove e moderne infrastrutture. Ad esempio, in occasione negli Europei di Calcio del 2012, è stato ampliato l’aeroporto internazionale, è stato realizzato un nuovo stadio e sono state costruite nuove funzionali arterie stradali interne e di collegamento con le altre principali città polacche.

Anche alla luce di questo evidente sviluppo Wroclaw è stata insignita di importanti riconoscimenti. Nel 2016 è Capitale Europea della Cultura.